Abbiamo sgonfiato il mondo

Un mondo sgonfiato
L'uomo ha sgonfiato il Mondo

Il pallone si sgonfia” è un’espressione usata per indicare il fallimento di un ramo della società, quale può essere quello politico o quello finanziario; oppure può essere più soggettiva e rappresentare il tracollo di un’azienda, macro o micro che sia. Quello che sta accadendo in questi giorni rappresenta uno dei più grandi “palloni sgonfiati” della storia dell’umanità: abbiamo sgonfiato il mondo!

Cosa succede quando un pallone si sgonfia? Facile da intuire, smette di rotolare. Quando un pallone smette di rotolare si fermano i giocatori che non possono più continuare a giocare; il pubblico non ha ragione di rimanere nello stadio e l’arbitro fischia la fine mandando tutti negli spogliatoi. Subito dopo i magazzinieri smetteranno di raccogliere le divise sporche, il giardiniere di prendersi cura del manto erboso del campo di gioco dello stadio, i giornalisti smetteranno di fare domande e i giocatori di rispondere con le solite risposte “copia incolla”. Insomma, un micromondo che si ferma spegnendo i riflettori e chiudendo i cancelli. Quello che sta succedendo da qualche settimana a questa parte al mondo, quello vero, è proprio questo.

La Terra, vista dalla prospettiva degli esseri umani si è fermata, ha spento le sue luci e ha chiuso porte e portoni. Il Covid-19 ha costretto l’umanità a fermarsi. Ogni azione resa comune dalla routine quotidiana, ha cessato di esistere annichilita dall’immobilismo dell’Uomo, impotente dinanzi alla ferocia di un virus. Le teorie che cercano di spiegare la comparsa di questo Nuovo Coronavirus sono molteplici e delle più disparate. Alcune, per fantasia e originalità, si “danno il cinque” con quelle dei terrapiattisti. Non è questa la sede per cercare di capire quale delle tante teorie sia effettivamente più credibile rispetto alle altre. I numeri, che vengono aggiornati quotidianamente, fanno tremare anche i più scettici e temerari. Numeri che corrispondono ad altrettanti nomi e cognomi. Nomi e cognomi che non hanno età ma, piuttosto, più di una vita aggrappata ad essi: “nonno Mario”, “zio Luigi”, “mamma Laura”, “papà Antonio” e così via per migliaia di esistenze cessate o ferite mortalmente dal vuoto subito. Dinanzi a qualcosa di mai visto prima, il mondo si è sgonfiato non riuscendo più a rotolare.

Ma veramente tutta la Terra sta trattenendo il respiro in attesa, finalmente, di poter riprendere fiato? Questo maledetto Covid-19 ha costretto l’essere umano a fermarsi e, di conseguenza, anche le sue attività son state messe in stand-by. Scuole chiuse, bar e ristoranti hanno dovuto abbassare le serrande e i locali notturni “spegnere la musica”. I supermercati non possono essere presi d’assalto nei fine settimana per riempire i nostri carrelli della spesa. I loro scaffali sempre pieni di cibo confezionato, vestiti, prodotti per la casa, bevande, elettrodomestici; e ancora, cibo fresco che straborda dai banconi dei reparti salumeria, pescheria, frutta e verdura. Insomma una montagna di prodotti che ci sommergono e dei quali siamo diventati schiavi. Siamo schiavi di quei prodotti come fruitori, siamo schiavi di quei prodotti come operai e siamo schiavi di quei prodotti come produttori. Eppure, adesso, quegli scaffali sono vuoti e noi, forse, ci stiamo rendendo conto di poterne fare a meno. Abbiamo innescato una giostra alimentata dalle nostre vite. Una ruota nella quale più corriamo e più gira veloce; più gira veloce e più noi corriamo. Le nostre fabbriche sbuffano in maniera ininterrotta morte dai loro comignoli; macchine, aerei, tir e navi vomitano veleno ogni secondo; le nostre vite sono diventate pile, che muovono le nostre gambe per consentire alla ruota di non fermarsi mai e girare sempre più veloce.

In tutto ciò il nostro mondo ha continuato a rotolare e la Terra a subire il suo incedere. Non si contano più le specie animali estinte negli ultimi 100 anni. I ghiacciai iniziano ad abbandonare le vette delle montagne più alte e ora anche i poli piangono la loro graduale scomparsa. Le foreste vengono bruciate per fare spazio alle piantagioni o agli allevamenti intensivi. La natura urla la sua disperazione attraverso la voce di tornado e uragani.

Alla fine doveva accadere che un bastone finisse in mezzo ai raggi di quella ruota, che uno spillo sgonfiasse quel pallone incontrollato.

Il Covid-19 è bastone e spillo. Purtroppo, però, è anche morte che tocca i più deboli e spaventa i più forti. Su questo pianeta, pochissimi giorni di quiete hanno portato la natura a ringraziare questo silenzio inusuale ed immobile. Delfini, lepri, cigni e poi l’aria, quel vitale liquido amniotico nel quale viviamo e che abbiamo infettato col nostro inquinamento, anche Lei è tornata.

Abbiamo fatto in modo che il mondo si sgonfiasse, ma tornerà a “rotolare”. I giocatori rientreranno di nuovo nello stadio e l’arbitro fischierà l’inizio. La speranza è che, quando sentiremo fischiare, riusciremo a fare tesoro di questi giorni in cui tutto è silenziosamente fermo.

1 commento

  1. Pierandrea in questo che mi piace chiamare esame malinconico del momento traccia il solco della nostra sofferenza e del nostro STUPORE,la figura retorica del “PALLONE SGONFIATO’ per uno SPORTIVO come lui e’ il segno tangibile dell’IMPOTENZA del MONDO di fronte a un evento imprevisto e imprevedibile che all’improvviso schiaccia e sommerge tutti lasciandoci increduli e incapaci di risollevarci in tempi brevi e facendo scomparire dalle nostre attivita’ ogni atto concreto di vita e di abitudine quotidiana indicandoci solo nell’ATTESA lo spazio di un ritorno al tempo che fu……..ho letto con piacere questa testimonianza ricca di commozione e di speranza,ma anche lucida,reale e impietosa per quello che ci sta succedendo ……complimenti giovanotto,hai cercato riuscendoci di dare un senso anche a questo mostriciattolo che ha sommerso nel vuoto la nostra vita,anche se come diceva Vasco Rossi un senso non ce l’ha……un abbraccio di stima,rispetto e AFFETTO…….con l’augurio che quanto prima,possiamo riprendere le nostre trasmissioni che parlano di quel PALLONE SGONFIATO,che e’ la nostra VITA d’adesso,che hai saputo cosi’ ben descrivere……a bientot………

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